Con questi politici ed amministratori si va alla deriva…

 

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Anzitutto, per sapere qualcosa sui due personaggi brianzoli, impegnati nella politica,
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FRAGOMELI GIAN MARIO
STRANIERO RAFFAELE
Ogni tanto leggo i commenti che essi postano giornalmente sulla loro pagina facebook
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Ebbene, volevo leggere le loro parole di condanna della strage dei giorni scorsi nella Nuova Zelanda.
Nulla!
E allora ho scritto un commento rimproverandoli seccamente del silenzio, e accusandoli di pensare solo al calcio e di partecipare alle manifestazioni per fare le foto insieme agli studenti.
Entrambi si sono giustificati, ciascuno a modo: uno si era dimenticato, l’altro non aveva avuto modo e tempo di capire ciò che era successo.
Sono andato a votare per le primarie del Pd. Ma questi politici non vogliono proprio prendere sul serio il momento storico che stiamo vivendo, per proporre una alternativa al governo che ci sta mandando alla malora.
Che fare? Che dire?
Ogni giorno cerco di riflettere seriamente e di proporre stimolazioni per pensare.
Ma non tocca a me (ho più di ottant’anni!) impegnarmi direttamente nel campo sociale o politico. Comunque la mia parte l’ho fatta negli anni precedenti, e inoltre i superiori curiali mi hanno limitato enormemente il mio impegno nel campo ecclesiale.
Ma non si vuole proprio capire che stiamo vivendo un momento di barbarie e che occorre contrapporvi una alternativa di Politica al di là delle solite meschinità?
Ho l’impressione che i nostri politici locali, per non parlare degli amministratori, siano  POLITICAMENTE ed AMMINISTRATIVAMENTE di corte vedute.

***
Parlare ora del sindaco di S. Maria Hoè (Lc) mi è oltremodo difficile, perché le mie riserve non si limitano a qualche episodio sporadico: ad esempio, l’aver evitato di commentare la strage dei giorni scorsi in Nuova Zelanda o l’aver partecipato con la fascia tricolore alla manifestazione giovanile in difesa dell’ambiente.
È tutto quanto un modo di fare di questo sindaco che mi fa riflettere su come “non” dovrebbe essere un sindaco, e su come un simile comportamento “deficitario” possa comportare un danno al bene comune del suo paese (Santa Maria Hoè) e, in particolare, dell’Unione dei due Comuni (Santa Maria Hoè e La Valletta Brianza).
Lascio da parte (non sono un cittadino di Santa Maria Hoè) il suo agire da sindaco del suo paese. Mi preme, invece, evidenziare la sua incidenza negativa, come vice-presidente, sull’Unione e su alcuni problemi connessi di per sé con La Valletta Brianza, ma che hanno forti riflessi anche sull’Unione: vedi il restauro della Villa Sacro Cuore.
Bisogna dirlo con tutta schiettezza: la soluzione del restauro della Villa Sacro Cuore dipende anche dall’atteggiamento degli amministratori di Santa Maria Hoè, e non si può non riconoscere che forse il problema ancora tanto discusso sarebbe stato risolto in meglio, se il Comune di Santa Maria Hoè avesse agito diversamente, senza stare alla finestra, limitandosi a fare qualche critica negativa, con qualche punta di troppo di un certo menefreghismo distruttivo.
Siamo dunque alle solite: a Santa Maria Hoè c’è una tale chiusura politica o, diciamolo più esplicitamente, una tale voglia di contrapposizione per innato gretto campanilismo da bloccare già sul nascere ogni tentativo da parte del Presidente dell’Unione di decollare con una visuale d’insieme del bene comune che abbraccia i due Comuni (La Valletta Brianza e Santa Maria Hoè).
Se gli amministratori de La Valletta Brianza si contraddistinguono per una grave spaventosa inettitudine e per disorganicità di fondo nel programmare il futuro del loro paese, tuttavia ritengo (forse sono troppo ottimista) che, per quanto riguarda l’Unione, siano in maggiore buona fede e che, se trovassero un appoggio negli amministratori di Santa Maria Hoè, potrebbero anche superare le loro inettitudini.
Ma a Santa Maria Hoè esiste tra gli amministratori una notevole dose di “cattiva fede”, anzi di “distorsione voluta”, che fa sì che l’Unione rimanga ferma al blocco di partenza. Lo stesso Comune di Santa Maria Hoè alla fine pagherà gravi conseguenze anche sul suo futuro.
Ora, ecco la mia domanda: che il sindaco di Santa Maria Hoè sia quello che è, ovvero un pallone gonfiato (politicamente parlando), lo vedono tutti, anche i bambini (tranne forse i suoi numerosi parenti del paese!) – e lui ci gioca volentieri ad essere un pallone mediatico –, ma che i suoi collaboratori lo lascino fare, questo è davvero incredibile.
A Santa Maria Hoè c’è un vice-sindaco, c’è una giunta, c’è un gruppo consiliare? Sempre lui, il signor Brambilla Efrem, che si mette in mostra in qualunque momento a lui “favorevole”! Perché lo lasciano fare mettendo così a disagio tutta l’amministrazione comunale?
Torniamo all’Unione. Perché l’amministrazione di Santa Maria Hoè non prende una posizione “costruttiva” in vista del bene comune dei due Comuni?
Non so ancora vedere all’orizzonte una benché minima concezione del bene comune che, in tale caso, ovvero per l’Unione, significherebbe una visuale dell’insieme dei servizi (soprattutto nel campo scolastico: asili, elementari e medie): tuttora si continua in una scelta fortemente frammentaria, privatistica e campanilistica, portata avanti anche da alcuni ottusi amministratori de La Valletta Brianza.
Questa frammentarietà e disorganicità, anche selvaggia, fa paura e sta creando seri ostacoli ad una “razionalizzazione” (che non significa tagli!) dei servizi dell’Unione nel complesso dei due Comuni.
Il Comune de La Valletta Brianza poteva imporsi nelle scelte dell’Unione anche per il suo peso numerico dei voti, ma non l’ha mai fatto, anche perché ne La Valletta Brianza è mancato finora un peso di credibilità politica, e anche perché, sull’altra sponda, finora si è imposta la gretta visualità di un’amministrazione (capitanata da un sindaco, Efrem Brambilla,  politicamente “nullo”), sempre alla ricerca di azioni disfattiste, a dir poco “criminose” nei riguardi del bene comune dell’Unione dei servizi dei due Comuni (Santa Maria Hoè e La Valletta Brianza).
Avanti così!
Questi paesi spariranno ben presio nel vuoto amministrativo o resteranno ai margini di quel progresso umano che si chiama Civiltà.
Aut aut! O i cittadini reagiranno chiedendo di essere seriamente interpellati sul futuro del loro paese, oppure lasceranno il loro paese nelle mani di amministratori inetti, per di più presuntuosi e incoscienti, vogliosi solo di un po’ di gloria o di apparenze mediatiche che alla fine lasceranno alla storia del loro paese solo immagini sfocate di piccoli uomini e di piccole donne, senza dignità e senza quel retto orgoglio di voler essere almeno tracciatori di strade nuove.

 

 

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